19 dicembre 2016
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Il nemico numero uno del dimagrimento è la cosiddetta “sindrome metabolica”, insieme di fattori predisponenti che, uniti, collocano il soggetto in una fascia di rischio elevata per malattie anche gravi.
La banaba contro i picchi glicemici
Proprietà dimagranti della banaba
Come assumere la banaba
Assumiamo la banaba in una capsula da 3,50 mg, due volte al giorno, alle 11 e alle 17, con abbondante acqua. In commercio si trovano anche dei prodotti in cui troviamo la banaba tra i componenti, indicata come Lagerstroemia speciosa, L. Pers. foglie estratto secco titolato.
Controindicazioni all’uso della banaba
Ai dosaggi ad oggi testati, ovvero da 8 fino a 48 mg di estratto di acido corosolico all’1%, non hanno prodotto effetti tossici, per cui possiamo ritenere la Banaba una pianta sicura.
Viene comunque sconsigliata, per mancanza di sperimentazione specifica, per l’uso in gravidanza e nell’infanzia.
Prodotti utili
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Stop-Kal Plus Con Banaba (Lagerstroemia speciosa, L. Pers.) foglie estratto secco titolato al 1% in acido corosolico/span> | Estromax Slim - Riduzione del Peso Corporeo Con Banaba (Lagerstroemia speciosa (L.) Pers) foglie estratto secco titolato al 1% in acido corosolico |
Fonte: http://blog.bimbonaturale.org/scopri-la-banaba-bruciagrassi-naturale/
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Bambini prematuri e fascia porta bebè
I prematuri: bambini nati sotto una luna diversa
Le mamme in gravidanza vivono il tempo dell’attesa.
Si imparano a contare le settimane di gestazione, si vive il loro scorrere lento e soprattutto si impara a familiarizzare con la luna. Già ogni nascita è legata ad una luna, ogni piccolo ha la sua luna, quella che spunta in cielo quaranta settimane circa dopo il suo concepimento.
Questo accade anche per i bambini prematuri, ma la luna che li accoglie non è quella che ci si aspettava, perchè loro nascono sotto una luna diversa, una luna non loro.
Si definiscono prematuri i bambini nati prima della 38esima settimana di gestazione.
Nel mondo, e anche qui in Italia, un nato su 10 è prematuro. Il che vuol dire che moltissimi bambini nascono sotto una luna non loro.
Prematurità significa per i bambini essere sottoposti a cure intensive necessarie per la loro sopravvivenza, essere allontanati dalla mamma precocissimamente, vivere alcune settimane (i gravi prematuri vivono anche dei mesi) nelle condizioni particolarissime dei reparti ospedalieri di Terapia Intensiva Neonatale.
Prematurità per i genitori significa preoccupazione e ansia per la salute e la sopravvivenza del proprio piccolino, distacco precoce, iniziare ad essere genitori in un ambiente così particolare come un reparto ospedaliero di cure intensive.
La prematurità lascia dei segni indelebili nelle famiglie che la vivono: segni sul e nel corpo del piccolino, segni nell’umore della mamma e del papà, segni nella loro relazione.
I reparti di Terapia Intensiva Neonatale più all’avanguardia conoscono bene questa realtà e sanno che prendersi cura di questi piccoli guerrieri non è solo questione di corpo, di funzionalità dei vari sistemi e dei vari apparati. La cura, la care neonatale, è fatta di procedure mediche all’avanguardia e accoglienza della famiglia. Perchè si sa che le migliori condizioni di cura non le crea l’equipe ospedaliera, ma si creano alla presenza e con la vicinanza della mamma e del papà.
La marsupio terapia
Una delle pratiche di cura adottate ormai da anni in molti presidi ospedalieri anche italiani è la Marsupio Terapia, detta anche Kangaroo Mother Care (KMC).
Non appena le condizioni generali del piccolo lo consentono, i genitori, in particolare la mamma, sono invitati dagli infermieri e dai medici a stare con il loro piccolino, per tempi prolungati, pelle a pelle con lui.
Il piccolo prematuro viene tolto dalla cullina termica e adagiato sul petto nudo della mamma.
Questa è l’essenza della Marsupio Terapia: un’idea semplicissima, pochissime cose necessarie per la sua realizzazione, eppure di straordinario impatto positivo sulle condizioni del piccolino. Il cuore e i polmoni funzionano meglio e se proprio si registrano delle crisi è più facile per il piccolo recuperare perchè a contatto con la sua mamma. Il piccolo, sul corpo rilassato del genitore, dorme meglio e questo significa una migliore crescita.
Inoltre, con questo semplicissimo gesto si permette alla mamma e al papà di viversi genitori di quel piccolo esserino, di iniziare a intessere con lui, nonostante lo stop iniziale, una relazione intensa e profonda.
Bimbi prematuri e fascia porta bebè
Partendo da queste evidenze scientificamente è possibile affermare che portare un piccolo nato prematuro non è solo una buona abitudine genitoriale, ma una buonissima pratica a sostegno della sua salute.
Tutto questo, noi della cooperativa Focus, lo abbiamo sperimentato e lo continuiamo a sperimentare grazie al progetto Un abbraccio che fa crescere, a sostegno della genitorialità della famiglie che vivono una nascita prematura.
Si può usare la fascia porta bebè direttamente in reparto, durante la degenza del piccolo in T.I.N. o SubT.I.N., sia a sostegno della Marsupio Terapia sia in continuità con essa. Questo però deve essere una scelta precisa del reparto e della sua equipe.
Se ciò non è possibile, l’importante per i genitori è vivere il maggior numero di momenti con il proprio piccolino a stretto contato sia nel periodo in cui viene proposta la Kangaroo, sia dopo, nella fase di pre-dimisisone.
Contatto, coccole, voce, suoni, sussurri, odori, tocco leggero e presenza. questi sono gli ingredienti necessari. Con la fascia si può prendere dimestichezza una volta dimessi, a casa.
Portare un piccolino nato prematuramente è un’esperienza intensissima, che va a sanare molti dei segni indelebili che la prematurità lascia. E’ un gesto di cura profondo, segno di attenzione e rispetto nei suoi confronti, sia nei primi mesi, che, poi, nei primi anni di vita.
Inizialmente, l’ideale è portare i prematuri con una fascia lunga morbida. La morbidezza del tessuto è da preferirsi anche perchè offre al piccolo un ambiente più rispettoso. Questo tipo di fascia, confortevole e coccolosa, infatti accoglie al meglio il piccolo corpicino del bambino che, sebbene sia cresciuto, può essere più piccolo e più fragile rispetto a quello di un bambino nato a termine.
Unica eccezione, per la quale è più opportuno usare una fascia rigida, è nel caso in cui il piccolo prematuro soffra di ipotonia.
In seguito, man mano che il bambino cresce, se l’esperienza del babywearing risulta positiva, si possono, se lo si desidera, sperimentare anche altri tipi di supporti (fascia lunga rigida, mei tai, marsupio ergonomico).
Foto © Mammarsupio e Coop. Focus
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Fonte: http://www.mammarsupio.it/2015/11/02/bambini-prematuri-e-fascia-porta-bebe/
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“Il dolcissimo libro di Natale”: un libro per bambini sulla vera storia del Natale. Dall’annunciazione al ritorno a casa di Gesù bambino.
È stata una bellissima scoperta acquistare questo libro. Il dolcissimo libro di Natale edito da Il Pozzo di Giacobbe è una carezza leggera, soffice che accompagna e descrive quello che succedeva più di duemila anni fa. Per i bambini è amore a prima vista, perché le pagine sono coloratissime e i personaggi hanno tratti delicati e vicini a loro.
Il momento dell’annunciazione è perfetto per spiegare questo, uno scenario confortante fa da cornice ai due personaggi, Maria e l’angelo Gabriele s’incontrano per la prima volta, lo sguardo sorpreso di Maria e il sorriso dell’angelo creano una sintonia perfetta che va in concordanza col testo.
Christina Goodings l’autrice racconta con semplicità la storia, e i piccoli ascoltatori la apprendono come una fiaba e memorizzano i personaggi, che ritrovano sotto forma di statuette nel presepe, più in là ci sarà il tempo di spiegare, la religione e i suoi significati.
E poi ancora i pastori rassicurati dall’angelo di non aver paura e i re magi guidati dalla stella riescono a trovare il piccolo Gesù per donargli oro,incenso e mirra. Amanda Gulliver l’illustratrice riesce con impeccabilità e morbidezza a farci innamorare dei suoi disegni e rendere questo libro unico e raro.
- Titolo: Il dolcissimo libro di Natale
- Autore: Christina Goodings
- Illustratore: Amanda Gulliver
- Copertina rigida: 32 pagine
- Editore: Il Pozzo di Giacobbe (26 marzo 2016)
- Lingua: Italiano
- ISBN-10: 8861244610
- ISBN-13: 978-8861244610
Fonte: http://www.libricino.it/2016/12/19/il-dolcissimo-libro-di-natale-un-libro-per-bambini-sulla-vera-storia-del-natale-dallannunciazione-al-ritorno-a-casa-di-gesu-bambino/
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Frase del giorno 19.12.2016
Il cuore vive finché ha qualcosa da amare, così come il fuoco finché ha qualcosa da bruciare.
(Victor Hugo)
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Fonte: http://www.mammaebambini.it/frasi-belle/frase-del-giorno-19-12-2016/
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La lettera a Babbo Natale
Ieri sera stavo chiacchierando con i miei due birba. Il tema era il Natale.
“Ragazzi avete scritto la lettera a Babbo Natale?”
Luca: “Io ancora no!”
Io: “Occhio Luca, se non fai in fretta, non riceverai nulla. Babbo Natale ha bisogno di tempo per costruire i giochi per tutti i bambini del Mondo”
Luca: “Ma Babbo Natale è magico, lui sa cosa voglio”
Io: ” E cosa vorresti?”
Luca: “Uno skateboard senza rotelle, ma con il motore a razzo. Uno skateboard che fa volareeeee…”
Io in preda al panico: “Scusa amore…dove hai visto questo skate?”
Lui: “Non l’ho visto, ma l’ho pensato io. Se Babbo Natale è veramente magico, saprà farlo!”
Io: “Ma è impossibile. Cadresti nel vuoto…
Che ne pensi di dare almeno un’alternativa al povero vecchietto dalla lunga barba bianca?”
Luca: “Vabbè allora mi piacerebbe ricevere la maschera da sci”
Io, tirando un sospiro di sollievo,: “Ok, è fattibile”
A quel punto è intervenuto Marco: “Luca, fatti furbo come me, io a Babbo Natale ho chiesto tre Lego costosi: due Ninjago e uno Nexo Knights, così la mamma e papà non devono spendere soldi per comprarli!”
Io: “Caspita Marco, sei stato veramente arguto! Ma tre sono troppi. Babbo Natale come ben sai può portare solo un gioco per ogni bambino. Altrimenti come fa ad accontentare tutti i bambini del Mondo?”
Marco: “Secondo me sei solo tu fissi certe regole. I miei compagni di scuola ricevono un sacco di regali da Babbo Natale, non solo uno. Perché?”
Io: “Non credo proprio. Uno è il regalo di Babbo Natale, gli altri doni sono fatti dalla mamma, da papà, dai nonni, dagli zii….”
Lui: “Hai capito proprio male. Quelli sono a parte!…”
Io: “In ogni caso, non avendo scritto la lettera… riceverete, se lo meriterete e se vi va bene, solo il regalo a sorpresa”.
Marco: “Mamma, ho una idea: scrivi anche tu la lettera a Babbo Natale chiedendogli tutti i regali che vuoi fare a tutti i parenti, così risparmi un sacco di soldi…”
Io: “Grazie tesoro, ma Babbo Natale pensa solo ai bambini… non anche ai bambinoni. Ed ora … tutti a dormire”.
Mi sono addormentata pensando alle parole di Marco: “Ho chiesto i giochi più costosi a Babbo Natale così non faccio spendere soldi a mamma e papà!!”….
Che fortunelli noi 😉
Fonte: http://vivalamamma.tgcom24.it/2016/12/la-lettera-a-babbo-natale/
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Come scaldarsi il cuore con la cioccolata by ZigZagMom
Ci sono ottimi motivi per amare l’inverno.
La cioccolata calda, invitare gli amici per una cioccolata, preparare dei muffin alla cioccolata…insomma, il leitmotiv è chiaro.
Del resto cosa scalda il cuore più di quel profumo che sale in una nuvola verso il naso? E cosa rende più allegri di vedersi con i baffi dopo essersi pappati quella bontà?
Ve lo diciamo noi: preparare dei dolcetti morbidi morbidi!
Di quelli che metterebbero d’accordo il Bianconiglio e le renne, Babbo Natale ed Alice.
Per esempio le tazzine degli gnomi!
Però attenzione! Non pappatevele tutte, perché sono perfette anche da regalare alla maestra o come segnaposto a tavola il giorno di Natale!
Ingredienti:
- marshmallow grandi e piccoli cioccolato fondente;
- biscotti alla cannella;
- zuccherini colorati;
- bastoncini di zucchero bianco e rossi;
- zucchero a velo;
- allegria in quantità.
In una ciotola mescolate lo zucchero a velo con pochissima acqua, da aggiungere goccia a goccia per ottenere una glassa densa.
Su ciascun biscotto, aiutandovi con un sac à poche o con uno stuzzicadenti intinto nella glassa, fate dei puntini a cui attaccare gli zuccherini. Lasciate libero il centro del biscotto.
Da un bastoncino di zucchero ritagliate la parte tonda e incollatela come un manico su un lato (verticale) del marshmallow.
Lasciate indurire e poi sempre con la glassa incollate in marshmellow al biscotto. La tazzina è pronta. Va solo aggiunta la cioccolata.
Tagliate il cioccolato a pezzetti e scioglietelo a bagnomaria, lasciate raffreddare, quindi versatene un cucchiaino sulla parte superiore della tazzina e prima che sia completamente solidificata aggiungeteci sopra dei mini marshmallow.
Per velocizzare quest’ultimo passaggio, potete mettere per qualche minuto le vostre tazzine nel frigo.
La conoscete la storia del pupazzo di neve che si era avvicinato troppo alla cioccolata e ha finito con lo sciogliercisi dentro?
Questa idea è una bomba e si prepara in un attimo.
Da una arancia bio ritagliate un triangolino per fare il naso di showman.
Con un po’ di glassa incollatelo ad un marshmellow. Per occhi e bocca potete incollare con la glassa delle pepite di cioccolato o disegnare i puntini intingendo uno stuzzicadenti nella cioccolata fusa.
Prima di fare questo, se vi piace il cocco, potete inumidire la superficie del marshmallow e decorarla con una spolverata di cocco grattugiato. La vostra cioccolata sarà ancor più da leccarsi i baffi!
Buon Natale a tutti (Sabina e Cos)
L'articolo Come scaldarsi il cuore con la cioccolata by ZigZagMom sembra essere il primo su Il Gufo.
Fonte: http://magazine.ilgufo.com/warming-the-cockles-of-your-heart-with-chocolate/
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Come cambiare il pannolino al neonato
Il momento del cambio del pannolino è un atto di cura che fate nei confronti del vostro bambino. Per questo motivo è molto importante non viverlo con ansia e stress, ma piuttosto con calma. Come un dolce rituale che vi permetterà di stabilire ancora più affinità con il vostro piccolino. Mentre cambiate il pannolino, guardatelo spesso negli occhi, parlategli, sorridetegli, accarezzatelo, insomma coccolatelo per farlo rilassare e vivere con serenità questo momento. In questo modo il bambino si calmerà se è agitato e questo vi permetterà di eseguire in modo più agevole le varie manovre.
Per prima cosa vi dovrete assicurare di avere tutto l’occorrente a portata di mano in modo da non dover lasciare incustodito il bambino, specialmente se siete da soli. Vi serviranno dunque:
- un pannolino pulito, preferibilmente ecologico e riutilizzabile in cotone come quelli di Bambino Mio, oppure usa e getta;
- un copripannolino se utilizzate i pannolini in cotone;
- le salviettine umidificate;
- una crema idratante e protettiva;
- un asciugamano.
La scelta di utilizzare i pannolini usa e getta è dettata spesso dalla scarsa conoscenza degli enormi vantaggi offerti dai pannolini riutilizzabili. Oggigiorno fortunatamente i pannolini ecologici sono molto più pratici di un tempo e stanno tornando a imporsi dopo decenni di accantonamento. I motivi del loro successo planetario sono molto semplici:
- il cotone è una fibra naturale, morbida e delicata, che non irrita la pelle sensibile del bambino;
- sono facili da utilizzare e possono essere lavati in lavatrice;
- permettono di risparmiare moltissimo denaro;
- non inquinano.
Dopo aver controllato di avere tutto sottomano, dovrete stendere un panno sul tavolo o preparare il fasciatoio e lavarvi molto bene le mani. Quando vi sentite pronti, adagiate il bambino supino ed iniziate a spogliarlo. Dopo aver tolto il pannolino sporco e pulito sommariamente con una salvietta, procedete con il lavaggio delle parti intime utilizzando acqua tiepida e un detergente neutro. Sceglietene possibilmente uno delicato, che non contenga parabeni o altri additivi chimici, come la mousse detergente Il Giardino del Re. Evitate invece di utilizzare le spugne, anche quelle naturali, perché sono un ricettacolo di batteri.
Se vi trovate fuori casa o non avete acqua e sapone a portata di mano, potete utilizzare le pratiche salviettine umidificate usa e getta, possibilmente a base d’ingredienti naturali, come quelle a base di camomilla e calendula di Bjobj. Questo passaggio è molto importante, vi dovrete assicurare che i genitali siano ben puliti, soprattutto nelle bambine, perché altrimenti si potrebbero generare irritazioni o infezioni molto fastidiose alle vie urinarie.
Una volta ripuliti i piccoli andranno asciugati molto bene, ma senza sfregare energicamente. Tamponate quindi con delicatezza la pelle sensibile del bambino e applicate la crema protettiva. Particolarmente efficace contro gli arrossamenti è la crema con ossido di zinco, come quella alla malva bianca di Weleda, che lenisce e protegge allo stesso tempo. Mettetela ad ogni cambio di pannolino e massaggiatela fino a completo assorbimento. Per applicarla, così come per togliere e mettere il pannolino al bambino, vi consigliamo di non sollevare mai i piedini ma di far rotolare il bambino su un fianco, come spiegato bene in questo video https://youtu.be/l9IDpEVkemM ,perché la manovra di sollevare ripetutamente le gambine verso l’addome potrebbe a lungo andare infiammare l’intestino del bambino, causando le fastidiosissime coliche. Spalmante la crema protettiva o barriera prima sul culetto e poi sulle gambe, insistendo nei punti in cui i bordi del pannolino vanno a strusciare, soprattutto se utilizzate i pannolini usa e getta.
A questo punto appoggiate il copripannolino con inserito un pannolino pulito oppure un pannolino usa e getta sul fasciatoio e fate rotolare il piccolo sul fianco in modo che si ritrovi in posizione supina, con il sederino sopra al pannolino. Con una mano, prendete la parte di pannolino rimasta libera e appoggiatela sulla pancia del bimbo. Regolate le chiusure in velcro del copripannolino o gli adesivi del pannolino usa e getta e il gioco è fatto; non vi rimane altro che rivestire il piccolo.
Come avrete intuito, il cambio del pannolino è un gesto molto semplice, ma come sempre quando si parla di bambini, la calma e la dolcezza sono fondamentali così come la scelta di prodotti per l’igiene a base di ingredienti naturali, che non irritino la pelle sensibile del bambino.
L'articolo Come cambiare il pannolino al neonato sembra essere il primo su Kiddom Blog.
Fonte: http://blog.kiddom.com/888-2/
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Mamma mestruata: quando la donna prende il suo spazio, tutta la famiglia sta meglio
di Cecilia Gautier
Mi ricordo il mio sgomento, in India, quando mi sono imbattuta nel tema mestruazioni. La lunga lista di proibizioni da seguire alla lettera in quei giorni di ciclo sembrava, per la mia educazione di donna occidentale moderna, uscire da una visione medioevale della donna e del mondo, nel quale la presunta impurità del sangue mestruale ci impediva di cucinare o svolgere altre funzioni della vita quotidiana.
Ma questo è stato solo il primo impatto. Dopo poco, un’altra prospettiva si è presentata impellente: le donne, che fossero figlie, madri, mogli, passavano tutto il mese ad occuparsi della casa, del cibo, del benessere della famiglia. Si trovavano nella stessa situazione le studentesse, le casalinghe e le lavoratrici. E l’unico momento che avevano per loro stesse, nel quale erano più libere dalle incombenze pratiche, erano quei pochi giorni di mestruazioni: allora erano gli altri, spesso gli uomini, a cucinare, a lavare, e ad occuparsi dei vari riti. La donna poteva allora prendersi un meritato riposo.
E mi sono chiesta quindi, perché nel mio paese questo non ci è concesso? Siamo bombardate dalle pubblicità che ci dicono: “Prendi la pasticca X e sembreranno giornate normali”, o “con l’assorbente Y nessuno noterà che sei in quei giorni”. Ma perché dovrebbero essere giornate come le altre, nelle quali corriamo a destra e a sinistra e dobbiamo essere produttive al 200%, come al solito?
In più, come mamme, spesso il tempo per occuparci di noi stesse ci manca. Ma essere delle donne con figli non vuol dire solo essere mamme, la componente donna necessita del suo posto, ed anche la parte mestruata chiede un giusto riconoscimento. E come ce lo chiede? Con un richiamo a rallentare, magari con qualche doloretto. E invece di prendere una pasticca, se ascoltassimo di cosa ci parla questo dolore? Da dove viene e come alleviarlo? Comunica con noi anche tramite la sindrome pre-mestruale, durante la quale, ciclicamente, le piccole e le grandi insoddisfazioni riemergono, per essere viste ed affrontate. E lì si trova la ricchezza del nostro ciclo mestruale: questa ciclicità ci permette appunto di trovare ritmi e spazi diversi durante il mese, con settimane più attive e produttive e altre di introspezione e riposo. Prendendo questi momenti per noi vivremo meglio tutto il mese. E i nostri figli potrebbero imparare dal rispetto che abbiamo per noi stesse, il nostro corpo e le nostre necessità. E se la mamma sta bene, senza dubbio anche la sua famiglia sta meglio, e apprezzerà ancora di più di ritrovarla serena e carica di energia dopo i momenti che ha preso per sé, senza sensi di colpa.
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Fonte: http://www.oasidellemamme.it/2016/09/mamma-mestruata-quando-la-donna-prende-il-suo-spazio-tutta-la-famiglia-sta-meglio/