31 dicembre 2016

E’ tempo di pidocchi! Come prevenirli e sconfiggerli

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Sul fronte pidocchi credo di vantare un curriculum degno di nota:

–        li prendo per la prima volta in terza media, in un periodo in cui mi specchiavo giorno e notte nemmeno fossi Kim Kardashian, per la mia chioma voluminosa, boccolosa, lucente, e sinuosamente lunga.

Quei riccioli che osservavo con orgoglio, dopo avere scoperto una mattina che venivano usati da minuscoli insettini come bandierine per slalom folli, li ho visti cadere come pigne dal parrucchiere assieme alle mie lacrime di dolore e gli occhi spaventati delle shampiste che si erano radunate in un angolino guardandomi come se avessi l’ebola;

–   li prende mia figlia il primo anno d’asilo;

  • poi anche il secondo anno d’asilo;
  • e il terzo anno d’asilo (per noi la coerenza sopra ogni cosa);
  • per non deludere le elementari se li prende anche in prima, seconda e terza;
  • Poi li riattacca a me.

Ecco, ci manca il master e posso essere annoverata tra le specialiste delle invasioni “pidocchiesche”.

 

Dalla mia lunga esperienza in cui mi sono approcciata ai metodi più assurdi e traumatici (taglio radicale dei capelli, impanatura della testa con polvere mentolata prima di andare a letto e per non trovarmi la mattina infarinata come un fiore di zucca ripieno mia madre mi calzava la cuffia di gomma con bacino della buonanotte annesso, per concludere in bellezza shampoo feroci con aceto puro al 100%) sono poi approdata alla consapevolezza che i pidocchi si possono debellare con metodi meno talebani.

Per fortuna Camilla ha ricevuto trattamenti decisamente più umani rispetto a quelli che ho dovuto sopportare io: prodotti specifici da mettere sui capelli per un lasso di tempo definito, controllo attento di ogni singola ciocca. Ho risparmiato qualche seduta dallo psicologo.

 

Alcune informazioni utili sui pidocchi e come prevenirli:

  • non amano stare su teste poco pulite, così si sfata il mito che se hai i pidocchi sei uno che non si lava e non tiene alla propria igiene personale, al contrario il pidocchio ama un habitat lindo;
  • adorano i capelli svolazzanti che usano come liane a cui aggrapparsi e usare per i loro trasferimenti da una testa all’altra perciò sarebbe opportuno legare i capelli lunghi in trecce, code o chignon;
  • nei periodi “fertili” buoni contraccettivi sono i prodotti specifici che aiutano a tenere a debita distanza i pidocchi (spray preferibilmente);

 

Se il bambino prende i pidocchi:

  • tenerlo qualche giorno a casa e sottoporlo serenamente al trattamento adeguato;
  • non essere omertosi sulla questione ma informare la scuola del fatto in modo da creare cooperazione con gli altri genitori che ci si augura prestino maggiore attenzione alle teste dei propri figli altrimenti il tutto si trasformerebbe in un’ecatombe;
  • utilizzare un prodotto protettivo di nuova generazione

 

 

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Carenza di vitamina D in gravidanza causa autismo?

La carenza di vitamina D in gravidanza è pericolosa? Il Brain Institute dell’University of Queensland insieme all’Erasmus Medical Centre in Olanda ha analizzato in modo approfondito il legame tra la carenza della vitamina D in gravidanza e nei primi anni di vita del bambino e l’autismo.

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Gestosi

gestosi-cause-sintomi-586x389Malattia non troppo conosciuta, colpisce esclusivamente le donne in gravidanza. E’ nota anche con il nome di preeclampsia e secondo le statistiche il 5% delle donne in stato interessante ne vanno soggette. Fa la sua comparsa tra la 27 e 28 settimana e gli effetti potranno essere sentiti più o meno gravi a seconda dei casi.

I sintomi iniziali sono di poca rilevanza e spesso sottovalutati:

• eccessiva ritenzione dei liquidi;

• gonfiore diffuso a tutto il corpo;

• aumento veloce del peso;

• aumento della pressione arteriosa;

• incremento delle proteine nelle urine;

• comparsa di lividi sulle gambe, mani e viso;

• dolori addominali;

• cefalea e disturbi visivi.

Esistono inoltre dei sintomi ben più gravi che pongono immediatamente in allerta la futura mamma ed il ginecologo. Tra questi da tenere sotto controllo:

• attacchi epilettici;

• perdita di conoscenza.

Nei casi più gravi la gestosi prende il nome di eclampsia imminente.

La presenza della malattia potrà essere riscontrata con un semplice esame delle urine, attenzione che consentirà al ginecologo di agire in tempo rendendo innocua la gestosi.

Ancora oggi le cause della comparsa della malattia non sono totalmente chiarite, ma è incontestabile il fatto che la placenta danneggiata inizi ad un certo punto a rilasciare sostanze tossiche nel corpo della futura mamma. Statisticamente si è inoltre riuscito a delimitare la categoria di donne maggiormente soggette a questa malattia. In linea di massima questa colpisce più facilmente primipare, donne che si trovano incinte dopo i 40 anni, donne obese, le donne in attesa di gemelli, le neo mamme che fumano troppo etc.

I rischi causati da questa malattia se trascurata sono notevoli per la madre, ma certamente anche per il feto. In alcuni casi il parto è anticipato di qualche settimana, in altri il feto non riesce a crescere in maniera sana e naturale. Tutto questo è causato dalla placenta danneggiata che non consente il necessario afflusso di sangue al feto.

Seppure di questa malattia si sappia davvero poco, i medici per la prevenzione consigliano di monitorare attentamente il peso, ma soprattutto di controllare periodicamente tramite analisi i livelli di albumina nelle urine. Normalmente si consiglia di rimanere a riposo e di seguire un’alimentazione povera di grassi e chiaramente è buona norma durante tutta la gravidanza smettere di fumare.

La terapia consiste nell’assunzione di farmaci anti ipertensivi che dovrebbero limitare il problema e in periodici esami del sangue e delle urine.



Fonte: http://www.dreambaby.it/gestosi/