14 febbraio 2017

I Capelli tornano sani e forti con Hair Megaspray #U7JkL





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Credo che a coloro che si prendono cura di sé sia capitato di avere qualche grosso problema con i propri capelli.

HAIR MEGASPRAY è un trattamento naturale e ricco di vitamine adatto a tutti i tipi di capelli. Questo prodotto va a rigenerare i follicoli, ripristinando i tuoi capelli, che torneranno a essere forti e brillanti dalla radice fino alla punta. La formula di HAIR MEGASPRAY è stata sviluppata da degli scienziati con lo scopo di garantire i migliori risultati nel trattamento di capelli secchi e danneggiati, così come contro la calvizie.

Ecco la lista degli ingredienti che compongono MegaSpray: 
 1. Olio di Bardana (rinforza le radici ed elimina la forfora) 
 2. Olio di Argan (attiva la crescita dei capelli e protegge dai raggi UVA) 
 3. Vitamina ? (allevia le infiammazioni e il prurito del cuoio capelluto, rigenera i capelli) 
 4. Vitamina ? (previene la caduta dei capelli e nutre le radici) 
 5. Oli di cocco e Avocado (arrestano la caduta dei capelli) 
 6. Estratti delle radici di acoro, bardana, salvia e quercia (migliorano la circolazione capillare e alleviano le infiammazioni) 
 7. Olio di cannella e l’estratto organico del peperoncino (fanno in modo che i follicoli piliferi “si sveglino” e fermano la depigmentazione dei capelli) 
 8. Estratti di Camomilla e ortica (calma il cuoio capelluto e migliora la circolazione capillare)

Come funziona HAIR MEGASPRAY?

HAIR MEGASPRAY contiene un innovativo composto di vitamine, olii essenziali ed estratti naturali di importanza fondamentale per avere dei capelli sani. Anche dopo soli 30 giorni di utilizzo, chi usa HAIR MEGASPRAY potrà notare capelli più idratati e ben nutriti, e un arresto della caduta.

Dopo 7 GIORNI
i capelli saranno rivitalizzati e idratati.
Dopo 14 GIORNI
Visibili miglioramenti nella condizione dei capelli, che diventeranno più folti.
Dopo 21 GIORNI
Perdita dei capelli ridotta. Sarà possibile vedere capelli nuovi sullo scalpo.
Dopo 30 GIORNI
I capelli sono soffici e idratati. Le acconciature saranno più dense e brillanti.

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Arianna: una nascita avventurosa

La piccola Arianna, che ora ha sei mesi, sarebbe dovuta nascere al Centro Nascita Margherita di Firenze, come il suo fratellino maggiore, Francesco, due anni e mezzo. Ma quando è arrivato il momento ha deciso di fare una sorpresa alla sua mamma, Alessia Martini, 33 anni, di Firenze. Ecco come è andata.

Un bellissimo parto al Centro Nascita Margherita

Partiamo da Francesco, il primogenito, che è venuto alla luce al Centro Nascita Margherita, una struttura dedicata al parto naturale e gestita dalle ostetriche. “Ho preferito questa soluzione a un normale punto nascita perché apprezzavo il modo in cui vengono gestiti travaglio e parto, senza medicalizzazioni o interferenze non necessarie”, racconta Alessia. “Inoltre mi piacevano l’ambiente, intimo e tranquillo, e la possibilità concessa al papà di fermarsi e restare con la neomamma e il bimbo, di giorno e di notte. Il Centro Nascita era la mia prima scelta, ma se fosse stato necessario un trasferimento in ospedale non mi avrebbe turbato, ero pronta anche a quell’evenienza”. Ma Francesco è nato proprio lì, con un parto bellissimo e relativamente veloce, dato che le prime contrazioni sono iniziate tra le 3 e le 4 del mattino e il giorno dopo, verso le 17, Francesco era tra le braccia della sua mamma. Prima, però, un piccolo imprevisto.

Da casa al Centro Nascita in ambulanza

Il travaglio ci ha messo un po’ per entrare nel vivo, e quando Alessia si è presentata al Centro Nascita, verso l’ora di pranzo, la dilatazione era di tre centimetri. “Le ostetriche mi hanno detto che potevo tornare a casa e così ho fatto, ma quando sono arrivata e mi sono sdraiata sul mio letto ho sentito che non sarei più riuscita ad alzarmi”, racconta Alessia. “Mio marito Fabio, allarmato, ha chiamato il Centro Nascita e ha avuto la prontezza di chiamare un’ambulanza. Quando sono arrivata, la dilatazione era quasi completa. Due ore di spinte e Francesco è nato. Ho un bellissimo ricordo dei suoi occhi che mi scrutano. Finalmente potevo conoscerlo e scoprire il suo viso dopo tanti mesi trascorsi aspettando di vederlo. Due ore di pelle a pelle, tranquilli, niente bagnetto; dopo la prima poppata, Fabio ha vestito il nostro bimbo. Le ostetriche ci hanno seguito e coccolato, è stata un’esperienza molto positiva”.

Alla seconda esperienza, il cammino verso una nascita avventurosa

Un’esperienza così positiva che, una volta scoperto che c’era un nuovo bimbo in arrivo, Alessia ha deciso di tornare al Centro Nascita. “In realtà io avrei preso in considerazione la possibilità di partorire a casa”, racconta, “ma appena Fabio non condivideva quest’idea, non si sentiva tranquillo. E così ho deciso di rinunciare”. Rispetto alla prima gravidanza, Alessia però era più determinata e consapevole. Sapeva con chiarezza quale esperienza di nascita desiderava: sentiva che per lei partorire in un ospedale sarebbe stato un trauma. “Mi sono messa in contatto con un’ostetrica che conoscevo e le ho chiesto di seguirmi nei mesi dell’attesa e di venire a casa quando fosse iniziato il travaglio”, spiega Alessia. “Mi sembrava una buona soluzione anche per evitare di trovarmi in difficoltà come era successo con Francesco”.

Il travaglio ha inizio

Le prime contrazioni si sono presentate verso le due di notte. “Anche il giorno prima c’erano state delle contrazioni, erano durate un’oretta e poi erano sparite”, racconta Alessia. “La stessa cosa era successa con Francesco: il giorno prima un’oretta di contrazioni, il giorno successivo il vero travaglio. Al mattino verso le 6 ho chiamato mia mamma per chiederle di venire a prendere Francesco e ho avvisato l’ostetrica che il travaglio era iniziato. Lei è passata a dare un’occhiata e, quando ha visto che le contrazioni erano abbastanza ravvicinate, ha deciso di fermarsi. Il piano era di andare al Centro Nascita solo quando la dilatazione fosse stata a buon punto. Alle 11.30, però, ero ancora a metà del cammino: dilatazione di cinque centimetri. Ci sembrava ancora presto per spostarci, così l’ostetrica mi ha suggerito di fare una doccia per rilassarmi un po’”.

Una lunga doccia e… il colpo di scena

Alessia rimane sotto il getto dell’acqua calda per quasi un’ora, ma quando esce dal bagno, ecco che all’improvviso tutto accelera. “Le contrazioni si intensificano e io mi accorgo di non riuscire più a muovermi”, ricorda Alessia. “Ero in camera mia, accucciata vicino al lettone. Mio marito, nel frattempo, era sceso a preparare l’auto per andare al Centro Nascita. Aveva pensato di togliere il seggiolino di Francesco, per creare uno spazio più confortevole per me sul sedile posteriore. Intanto si rompe il sacco, e l’ostetrica decide di chiamare il 118 e far venire un’ambulanza. Mentre lei è al telefono, io la avviso che devo spingere. Lei viene a controllare e… si vedono i capelli della bimba! E pensare che con Francesco la fase espulsiva era durata due ore! Stavolta la doccia mi aveva rilassato così tanto che non mi ero resa conto di quanto fosse vicina la nascita. L’ostetrica mi ha detto: ‘A questo punto spingi’”.

Nata in casa per caso!

La fretta di Arianna ha colto tutti di sorpresa. Alessia che non ha avuto tempo per riflettere su quello che stava succedendo, perché era impegnata ad assecondare il suo corpo e spingere. L’ostetrica che non aveva previsto di assistere un parto in casa ed era sola, mentre per assistere una nascita a domicilio le ostetriche sono in due. I soccorritori che si sono commossi davanti alla meraviglia di un bimbo che nasce. “Per fortuna sull’ambulanza c’era un infermiere che aveva seguito un corso per assistere il parto” dice Alessia. “È stato lui ad aiutare l’ostetrica. Non ho visto l’espressione di mio marito quando è entrato in casa e l’ostetrica gli ha detto che la bimba stava nascendo, ma credo sia rimasto scioccato! Quattro spinte, ed ecco la piccola Arianna! A quel punto siamo andati tutti in Ospedale, io e la piccola ancora legate dal cordone ombelicale. Ho scelto di trasferirci nel reparto di maternità più vicino a casa e non al Centro Nascita, dato che ormai… la bimba era nata! Ho trascorso una notte in ospedale così Arianna è stata visitata e sottoposta agli screening neonatali e al mattino successivo siamo tornate a casa”.

La grande gioia del fratellino

Francesco ha visto la sorellina per la prima volta in ospedale, ma lei dormiva e l’ambiente nuovo ha catalizzato tutta la sua attenzione. “Solo una volta tornati a casa tutti insieme ha realizzato che poteva finalmente conoscere la sorellina”, ricorda Alessia. “Ha avuto un’esplosione di gioia. È stato commovente”. E ora un’ultima domanda: il terzo figlio dove nascerà? “Non credo ci sarà un terzo figlio, ma se dovesse capitare, direi direttamente a casa”, conclude Alessia con un sorriso.

 

Giorgia Cozza

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Fonte: http://www.dolceattesa.com/parto/128096_partorire/

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